Trasferta di grande sofferenza a Rocca Grimalda, bellissimo paesino arroccato su uno splendido sperone di roccia lussureggiante in provincia di Alessandria. La partita non nasce sotto i migliori auspici; la mancanza di alcuni giocatori, non disponibili per la partita, condiziona la partita più psicologicamente che fisicamente e costringe l’allenatore ad una formazione un po’ rimaneggiata in particolar modo nei tre quarti orfani dei centri titolari. La partita si rileva subito a senso unico con i padroni di casa che imperversano con un gioco alla mano veloce che coglie impreparati i novaresi che subiscono due mete nei primi minuti. A questo punto l’orgoglio sembra fare capolino ed il Novara con un bel gioco sequenziale, riesce finalmente a violare la meta avversaria con un brillante Duca, dimostrando che, con un gioco ordinato ed una certa pressione sugli avversari, la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega. Ma così non è successo, e malgrado un’altra meta sfiorata da Duca, l’incapacità di impedire l’alimentazione del gioco ai veloci ed organizzati tre quarti avversari consente a questi ultimi di chiudere il primo tempo con il netto vantaggio di 26 a 7.